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Il PRG del Comune di Pozzuoli

Note dei progettisti


IL PIANO. CONTENUTI E PREVISIONI.

Dalla Relazione di PRG (di Gargiulo – Colombo)

Gli obiettivi di PRG :

1. Valorizzazione del patrimonio storico - archeologico

 

Le previsioni conseguenti al primo dei sei obiettivi di fondo, la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico, possono così delinearsi:

- Il restauro urbanistico-architettonico e il risanamento conservativo del Rione Terra, già progettato e concesso al Consorzio Rione Terra, che riesca ad evidenziare nella massima misura possibile la complessa stratificazione del nucleo antico della città attraverso "spaccati verticali" lungo direttrici significative e valorizzando opportunamente il substrato archeologico mediante un' idonea accessibilità; l' opera complessiva di consolidamento, di risanamento e di restauro deve intendersi finalizzata alla rivitalizzazione del complesso monumentale, la quale dipenderà molto dall' allocazione di idonee funzioni rappresentative, scientifiche e culturali connesse alla conoscenza e alla ricerca sul compendio naturale, archeologico e storico dei Campi Flegrei, senza escludere funzioni amministrative e di servizio (ad es. uffici di rappresentanza dell' Amministrazione Comunale) e la disponibilità di un certo numero di alloggi, anche a rotazione, per le presenze connesse alle attività prescelte;

- il restauro urbanistico-architettonico e il risanamento conservativo del centro storico, che dovrà curare sia le emergenze del nucleo centrale, come il palazzo, il passaggio e la torre Toledo, il complesso della villa Avellino-de Gemmis, il palazzo Maglione, sia quelle concentrate lungo direttrici significative quali via C. Rosini (villa Cardito, complessi religiosi del Purgatorio, dell' Angelo, del Carmine - Ist.to Rosini -, di S.Gennaro), o via G.B. Pergolesi (con le chiese di S.Giuseppe e S.Antonio).

Anche in questo caso, il destino degli episodi architettonici di rilievo è legato alle funzioni culturali, museali e rappresentative che in essi potranno e dovranno allocarsi. Da sottolineare l' importanza del risanamento del borgo vicereale il quale, a parte l' interesse storico della sua tessitura urbanistica, assolve il ruolo di connettivo prevalentemente residenziale e commerciale tra il nucleo antico e quello storico sull' altopiano;

- la definizione del sistema dei parchi archeologici che, in quanto tale, dovrà contare sulle necessarie integrazioni tra i vari episodi, anche a mezzo di percorsi e itinerari protetti prestabiliti, sia all' esterno che all' interno del centro edificato. Il parco più vasto è quello di Cuma, che, a mezzo di percorsi di collegamento prolungati fino al lago d' Averno, potrà, con questo e con il lago di Lucrino, costituire un unico compendio archeologico integrato da quello naturale del M. Nuovo. Il lago d' Averno, col suo duplice interesse archeologico (grotta di Cocceio, navale di Agrippa, tempio di Apollo) e naturale di lago vulcanico, è il luogo di intersezione del parco archeologico di Cuma-Averno-Lucrino e di quello naturale del Monte Nuovo.

Il perimetro assegnato al parco archeologico di Cuma coincide con quello proposto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici; esso si estende dal mare al lago d' Averno e comprende il monte di Cuma e l' area della città alta, interessando anche il territorio del Comune di Bacoli (nel quale si trova l' anfiteatro). Con tale parco si integra strettamente tutta l' area della città bassa e della necropoli, che interessano la piana di Licola dalla costa alla S.S. Domitiana; è un vasto territorio agricolo a vincolo archeologico devastato da un' edilizia non rispettosa dei luoghi e destinato dal piano a zona agricola di interesse archeologico. Nell' area di Cuma sono in corso gli interventi del progetto "Kyme" ai sensi della legge n. 64/86. L' attuazione del parco di Cuma richiede una progettazione accurata, coordinata tra Regione, Comune e Soprintendenza, che dia soluzioni di dettaglio ai percorsi pedonali e ciclabili, alla cura e alla distribuzione del verde, alle opere di protezione degli scavi, agli arredi per la sosta, alle indicazioni esplicative.

Per il secondo parco archeologico esterno al centro abitato, quello della via Campana antica, che comprende i percorsi della necropoli di via Celle, della via vicinale Cigliano e tutta la direttrice della via Campana romana, passando per S.Vito fino alla Montagna Spaccata, il progetto del Consorzio Copin, approvato e finanziato, ha già dato soluzioni precise, per cui esso può considerarsi uno strumento esecutivo valido all' interno del perimetro adottato con Ordinanza del Presidente della Regione Campania n° 342/92 ai sensi della legge n° 887/84.

Per i singoli nuclei archeologici interni al centro edificato, come si è detto, sarà opportuna la promozione a sistema, mediante la connessione a mezzo di percorsi pedonali, da individuare in un progetto attuativo, che connetta l' anfiteatro minore con l' anfiteatro Flavio e prosegua per le terme (tempio di Nettuno), il Serapeo, la villa di Cicerone e lo stadio; potranno far parte del circuito le due aree, per le quali recentemente il Comune ha curato il progetto di sistemazione, alla confluenza di via Luciano con l' inizio di via Campana (complesso di tabernae di età tardo-imperiale) e alla confluenza di via Vigna con via Solfatara (complesso residenziale con pavimenti a mosaico); andrà poi studiata la possibilità di integrare il percorso suddetto con le cisterne dell' altopiano centrale, come la piscina Cardito, le Cento Camerelle e la piscina Lusciano, complessi questi di grande rilevanza, che meritano, col bagno Ortodonico, di integrare il patrimonio di risorse da utilizzare ai fini dello sviluppo del turismo culturale.

L' itinerario archeologico si avvantaggerà del collegamento pedonale meccanizzato che, come si vedrà, viene previsto per rendere accessibile il parco scientifico e tecnologico dell' area Olivetti dalla nuova stazione "Cantieri" della Cumana: le rampe di risalita dalla stazione alla via Domitiana guadagnano la quota strada proprio all' altezza dello stadio; questo, come l' anfiteatro minore e le cisterne, richiede però un energico intervento di pulizia e di sistemazione che presuppone il coordinamento operativo tra Comune e Soprintendenza; la tutela dei beni senza la loro valorizzazione è destinata, infatti, a perpetuare la sola e semplice custodia passiva, insufficiente per promuovere lo sviluppo culturale e turistico della città di Pozzuoli e dell' intero contesto flegreo.

 

Arch. Elio Gargiulo, coordinatore

Prof. Arch. Loreto Colombo