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Note dei progettisti |
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IL PIANO. CONTENUTI E PREVISIONI. Dalla Relazione di PRG (di Gargiulo – Colombo) Gli obiettivi di PRG : 6. Miglioramento ed integrazione del sistema dei Traporti e della Sosta
Il sistema viario, in via di potenziamento per effetto del c.d. piano intermodale, necessita di miglioramenti puntuali - svincoli, raccordi, integrazioni -. Lo spostamento della ferrovia Cumana fornisce una duplice opportunità: la prima è quella di utilizzare la vecchia sede della tratta centrale, dalla stazione Gerolomini alla stazione di Pozzuoli, per un servizio di "navetta" dotato di un certo numero di fermate intermedie; la seconda è quella di allargare - in linea con gli indirizzi forniti dall' Amministrazione Comunale - il raggio di influenza delle due stazioni citate e quello della stazione Cantieri; le prime due e la stazione FS, in quanto punti nevralgici della rete cinematica, potranno contare su parcheggi di livello urbano, corrispondenti ai parcheggi di tipo A (di interscambio con mezzi pubblici) secondo il decreto di attuazione n°. 41/90 della legge n°. 122/89, la cui superficie è da considerarsi non compresa nella dotazione unitaria per abitante prevista dal D.I. n°. 1444/68 e dalla L.R. n°. 14/82. Idonei percorsi pedonali, anche meccanizzati, potranno meglio collegare la zona bassa con l' altopiano centrale. Viene inoltre previsto, in linea con gli indirizzi forniti dall' Amministrazione Comunale, il riuso di complessi monumentali o di cospicua dimensione, attualmente abbandonati o destinati a funzioni non adatte alla tipologia o alla localizzazione, per scopi essenzialmente scientifici e culturali. Ancora in linea con gli indirizzi forniti dall' Amministrazione Comunale è il ricorso diffuso, previsto dalla normativa di attuazione, a due recenti strumenti tecnico-finanziari e urbanistici che consentono di arrestare la tendenza al degrado: - il Programma Integrato di Intervento (art. 16 della legge n°. 179/92 e L.R. n°. 3/96), che favorisce l' attuazione del P.R.G. anche in aree comprese in zone omogenee diverse e rende più agevole il ricorso alle varianti che eventualmente si rendessero necessarie; - il Programma Urbano di Recupero (art. 11 della legge 493/93), che dà la possibilità di intervenire anche sulle opere di urbanizzazione primaria. Occorre ben evidenziare che, nonostante l’inevitabile rigidezza derivante dalla conformità alla legislazione e ai regolamenti vigenti, il piano tende a garantire l’elasticità di alcune soluzioni, elasticità che assume notevole importanza ai fini dell’attuabilità e quindi della gestione: - la considerazione della soglia demografica a base del piano (popolazione al 2005) e del fabbisogno abitativo (n. di stanze da realizzare e/o recuperare al 2005) come valori massimi, auspicabilmente riducibili; - la possibilità di limitare il ricorso alla strumentazione esecutiva, soprattutto per il riuso e il risanamento delle aree edificate centrali; - una certa libertà nella scelta delle destinazioni d’uso dei singoli fabbricati compresi nelle medesime aree centrali, nelle quali le esigenze di diradamento funzionale, unite a quelle di migliorare e incrementare l’apparato ricettivo e del terziario in generale, si traducono nella possibilità di intervenire mediante ristrutturazione, anche con intervento diretto, per realizzare alberghi, case-albergo e locali per il commercio, il tempo libero e il divertimento; - la libertà lasciata all’Amministrazione Comunale nel definire percentualmente la consistenza dell’intervento pubblico rispetto al fabbisogno abitativo totale, che il piano distribuisce tra il recupero dell’edilizia in disuso nelle aree centrali e la nuova edilizia a Monterusciello; tale scelta può anche essere formulata di volta in volta, attraverso i Programmi Pluriennali di Attuazione, purchè la percentuale accennata non sia inferiore al 40% del fabbisogno totale nel rispetto dell’art. 2, secondo comma, della legge n°. 10/77; - le scelte in ordine alle attrezzature e ai servizi c.d. di standard (ex D.I. 2.4.1968 n°. 1444), i quali possono anche essere realizzati col concorso dei privati, con l’ulteriore vantaggio che la specifica destinazione di piano non è vincolante, nel senso che l’Amministrazione Comunale, in funzione di priorità che dovessero imporsi o delle disponibilità finanziarie, potrà sostituire ad esempio attrezzature sociali ad attrezzature scolastiche (o viceversa) oppure verde attrezzato ad aree di parcheggio, a condizione però che venga comunque garantita la superficie complessiva prevista per ciascun tipo (scuole dell’obbligo, attrezzature di interesse comune, spazi pubblici attrezzati, parcheggi). Inoltre il piano ammette, in aggiunta alle aree previste, l’ulteriore destinazione ad attrezzature e servizi pubblici o di uso pubblico, di aree e fabbricati esistenti sia per iniziativa comunale che di privati; - la pluralità delle destinazioni possibili per incentivare il riuso dei cospicui complessi immobiliari abbandonati; - l’ambivalenza dell’intervento pubblico-privato nell’iniziativa e nella proposizione degli strumenti esecutivi: i piani particolareggiati (di iniziativa pubblica) e i piani esecutivi convenzionati (di iniziativa privata), per ciascuna zona di applicazione, possono essere tanto alternativi quanto combinati e non riguardano solo gli interventi di progetto, ma anche quelli rivolti al recupero e alla riqualificazione dell’esistente. Arch. Elio Gargiulo, coordinatore Prof. Arch. Loreto Colombo |