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Il PRG del Comune di Pozzuoli

Note dei progettisti

IL PIANO. CONTENUTI E PREVISIONI.

Dalla Relazione di PRG (di Gargiulo – Colombo)

Gli obiettivi di PRG : Introduzione

Il P.R.G. di Pozzuoli mira ad inserirsi a buon diritto nell’ultima generazione di piani, che segna il passaggio dalla "pianificazione urbanistica" ormai storica, di tipo appunto "urbanocentrico", alla "pianificazione ambientale", fondata sul controllo dell’equilibrio tra gli ecosistemi artificiali e gli ecosistemi naturali attraverso la particolare attenzione riconosciuta alle aree di transizione tra la città costruita e l’ambiente naturale, quest’ultimo inteso nella sua accezione più ampia e quindi comprendente il sottosuolo, il soprasuolo, i corpi idrici.
Alle risorse naturali e culturali, soprattutto in un’area di grande interesse paesistico-ambientale in cui l’espansione edilizia si scontra ormai da decenni con le ragioni della natura e della cultura, il piano riconosce un’importanza forse anche maggiore di quella riservata alla città costruita che si è venuta configurando per effetto degli eventi ricordati nella Premessa.
Ma occorre osservare che il Piano Regolatore, con i contenuti e la forma ad esso attribuiti dalla legislazione statale e regionale e dall’impianto normativo costituito dai regolamenti e dalle procedure, è oggi inidoneo alla disciplina efficace ed efficiente dell’assetto territoriale comunale.
I recenti risultati della ricerca nel campo della pianificazione, nell’assunto di superare una prassi progettuale ancora diffusamente arretrata, hanno affermato l’esigenza di puntare verso il piano delle qualità in antitesi a quello tradizionale delle quantità.
Ciò richiede due importanti passi in avanti: il primo è quello di giungere ad un protocollo motivato e condiviso dei criteri prestazionali superando gli eccessi burocratici delle procedure di controllo e di approvazione; il secondo è quello di separare nei contenuti e nella forma il livello strategico-generale - di dimensione anche sovracomunale - da quello operativo-normativo, affidando al primo gli obiettivi non modificabili anche di lungo periodo e al secondo quelli, flessibili, di medio e breve periodo.
Delle due contraddizioni accennate, la prima, l’eccesso di burocrazia e la lungaggine delle procedure di controllo e di approvazione, comporta lo sfasamento del piano rispetto alla realtà che esso investe nell’entrare in vigore dopo anni dalla sua adozione, con la conseguente necessità di varianti che, se avviate, subiranno lo stesso iter, che implicherà il perpetuarsi dello sfasamento; la seconda, la fusione in un unico strumento di contenuti programmatori di fondo e di contenuti operativi e normativi di efficacia immediata e non modificabili senza la rielaborazione di taluni contenuti "a monte", fa del piano uno strumento rigido ed eccessivamente dettagliato, non idoneo al controllo dei mutamenti rapidi della realtà.
La separazione tra il livello strategico-generale e quello operativo-normativo dovrebbe finalmente sostenere il tanto ambito passaggio dal "piano" rigido e immodificabile alla "pianificazione" intesa come processo continuo.
L’attenzione al primato dell’interesse pubblico, che è divenuta ormai un dato "etico" della pianificazione, finalizzata al soddisfacimento della domanda di benessere collettivo attraverso la qualità ambientale, si appunta sulla questione del recupero delle aree degradate, delle aree dismesse, della città "diffusa" e "spontanea" e delle aree naturali protette o minacciate.
Le analisi contenute nei precedenti capitoli sullo stato del territorio puteolano configurano una situazione di grande complessità; cause diverse hanno collaborato nel determinare un degrado crescente negli anni; per l' arresto di tale degrado non è sufficiente uno strumento urbanistico ben articolato e realistico, ma occorre un' attenta ed efficace gestione della fase attuativa del piano (quadro organico di interventi normati) per conseguire gli obiettivi prefissati.
Se l' obiettivo di fondo è l' arresto del degrado, gli interventi devono agire sulle sue cause oltre che sugli effetti. In primo luogo vanno poste, quindi, la tutela e la valorizzazione delle risorse primarie, quelle paesistiche, culturali e ambientali, sul cui uso corretto è ancora possibile contare per ribaltare le tendenze negative ancora forti.
Il P.R.G. di Pozzuoli che, nonostante le considerazioni circa le tendenze di una nuova pianificazione, resta conforme all’impianto normativo vigente, si caratterizza per i seguenti obiettivi di fondo:
1 - la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico;
2 - la valorizzazione delle emergenze naturali costiere e interne (crateri, boschi, laghi);
3 - la tutela delle zone agricole, comprese quelle di interesse archeologico;
4 - la definizione del parco scientifico e tecnologico come "motore" principale di uno sviluppo economico compatibile con le risorse e non distruttivo;
5 - l' individuazione di sedi idonee per le attività scientifiche e culturali; per la convegnistica, il turismo e il termalismo; per le attività direzionali;
6 - il miglioramento e l' integrazione del sistema dei trasporti e della sosta, anche mediante l' individuazione di scambiatori intermodali.

Nonostante l' ampiezza e l' ambizione dei suddetti obiettivi, va ricordato che il piano regolatore non è, comunque, uno strumento adatto per le finalità più diverse, né tanto meno per quelle sociali ed economiche propriamente dette; esso è invece lo strumento per definire l' assetto spaziale, cioè fisico, del territorio ad esso assoggettato; come tale, esso può e deve essere di supporto alle finalità di respiro più generale, ma non può impropriamente surrogarle.
Gli strumenti operativi finalizzati al conseguimento degli obiettivi di fondo devono costituire i momenti di una strategia coerente e articolata, cioè un insieme sistematico di operazioni tra loro raccordate. Alla descrizione delle previsioni di piano occorre premettere che il P.R.G., in linea con le tendenze attuali dell' urbanistica, ma soprattutto in considerazione delle particolari esigenze di Pozzuoli, non può fondarsi su interventi pesanti, distruttivi o espansivi; non può riconoscere nella logica delle grandi opere, finora vincente in ampie regioni del Paese, soprattutto meridionali, la via per rispondere alla domanda di efficienza e di vivibilità dell' organismo urbano e del suo intorno territoriale.
Dagli obiettivi di fondo discendono le seguenti azioni strategiche:

- il riammagliamento dei corpi separati per integrare le "diverse città" compresenti sul territorio di Pozzuoli;
- la riorganizzazione e la gerarchizzazione della rete dei collegamenti e degli scali, cogliendo anche le occasioni offerte dalle opere in corso di esecuzione del "piano intermodale";
- la dotazione di spazi pubblici e dei servizi carenti, soprattutto nelle aree più sfavorite per effetto dell' abbandono e del degrado avviato dagli eventi bradisismici;
- il contenimento dell' espansione a fini residenziali, puntando al recupero del centro abbandonato e riservando il soddisfacimento dell' ulteriore fabbisogno abitativo alle aree libere interne e ai margini del rione Monterusciello 2, nello spirito già manifestato dall' Amministrazione Comunale con la variante "di intensificazione di edilizia residenziale pubblica" al planovolumetrico adottata nel dicembre 1989;
- il risanamento e la rivitalizzazione della città centrale consolidata comprendente, oltre al centro antico e al centro storico - cui vanno attribuite funzioni consone alle caratteristiche storico-architettoniche -, le aree immediatamente esterne a quest' ultimo, che si estendono ad ovest fino al vecchio mercato ortofrutticolo e a piazza Capomazza, a nord fino alla linea FS e ad est alle pendici del monte Ruspino; il recupero in senso polifunzionale dell’edilizia abbandonata va visto come una duplice occasione: in primo luogo, quella di ridare vitalità alla città abbandonata integrando le residenze con un terziarioi diffuso che nasce dal "diradamento funzionale" di cui si dice nel seguito; in secondo luogo, quella di creare opportunità occupazionali per le imprese e le maestranze del comparto edilizio tradizionale, attualmente emarginato dalla crisi economica;
- il diradamento nell’area urbana suddetta, che è necessario ed opportuno per motivi di sicurezza ed è la naturale conseguenza di un’attenta lettura delle indagini geologiche e vulcanologiche allegate al P.R.G.; tale diradamento, pari al 30% del volume esistente nel settore centrale all’epoca del bradisismo, viene conseguito mediante: il divieto di ricostruzione degli edifici demoliti a seguito del bradisismo; la realizzazione delle attrezzature di "standard"; il cambio di destinazione d’uso di immobili originariamente residenziali;
- la bonifica dei litorali e la riorganizzazione degli impianti per la balneazione e per il tempo libero, con particolare riguardo alle attrezzature turistiche complementari;
- la riorganizzazione degli apparati produttivi, attraverso il risanamento e l' ammodernamento delle zone industriali e commerciali lungo via Campana e nell' area di Agnano-Pisciarelli; la trasformazione evolutiva della fascia costiera - nella quale si concentrano i complessi più cospicui -, al fine di garantire l' integrazione delle attività presenti col centro di raccordo rappresentato dal polo Olivetti e dalle aree ad esso prossime, costituenti nell' insieme il parco scientifico e tecnologico. Tale integrazione è finalizzata alle trasformazioni produttive da avviare gradualmente, col supporto della ricerca applicata, dei servizi e degli "incubatori" del polo scientifico e tecnologico; tali trasformazioni consisteranno nella sostituzione delle attività manifatturiere tradizionali e ingombranti con altre più avanzate, a minor "consumo ambientale", che potrà col tempo consentire la riduzione della densità a vantaggio di una maggiore presenza del verde e della bonifica del litorale;
- l' individuazione di poli direzionali - nuova sede degli uffici comunali, della pretura, degli uffici amministrativi e finanziari - per dare a tali funzioni la necessaria efficienza, una idonea accessibilità e una sufficiente dotazione di parcheggi per gli addetti e per l' utenza;
- la riorganizzazione del sistema dell' istruzione superiore e della sanità, contando, per il primo, più sugli immobili disattivati che sulla costruzione di nuovi edifici e, per il secondo, sul completamento dell' ospedale La Schiana;
- la destinazione dei complessi edilizi in disuso, idonei per tipologia e dimensioni, a funzioni culturali e scientifiche di prestigio, contando anche sulla già consolidata presenza dell' Università sul territorio di Pozzuoli - corsi di diploma della facoltà di ingegneria nel polo Olivetti e nuova facoltà di medicina veterinaria -.

Arch. Elio Gargiulo, coordinatore

Prof. Arch. Loreto Colombo