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Il PRG del Comune di Pozzuoli

Introduzione del Commissario ad acta

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Certamente, la via commissariale alla formazione di un piano regolatore generale non è normalmente auspicabile per la partecipazione democratica della municipalità alle vicende del proprio sviluppo urbanistico, sociale ed economico.
Ma, sicuramente, essa è la risposta risolutiva, eccezionale ma necessaria, che l'Organismo Provinciale si è riservato, in applicazione della legge, per garantire che, come nello specifico caso di Pozzuoli, le previsioni del legislatore in ordine all'obbligatorietà della pianificazione urbanistica generale, non venissero di fatto eluse, vuoi dall'inadeguatezza di certa classe dirigente politica locale, vuoi dalla forza frenante trasversale, sempre attiva, del cemento selvaggio, vuoi, infine, dagli esiti infausti di laboriosi itinerari tecnico amministrativi, destinati al naufragio sulle secche nebbiose di certo paludoso immobilismo dell'ordinamento burocratico.
La lunga, tormentata vicenda del Piano Regolatore Generale di Pozzuoli, cominciata ufficialmente nel 1977, ma irrisolta fin dagli anni 60, per decenni, ha lasciato abbandonato a se stesso il territorio puteolano, fatto oggetto di rapina sistematica da parte della lobby del mattone abusivo, rispetto alla quale smarriti, impotenti o, anche soggiacenti, si ponevano i Soggetti Istituzionali.
In questa vicenda si inseriva, nel 1990, l'Amministrazione Provinciale di Napoli, procedendo alla nomina del Commissario ad acta per la formazione del PRG di Pozzuoli.
Ma, l'Amministrazione Comunale volle opporsi all'iniziativa, ricorrendo al Tribunale Amministrativo Regionale e riducendo, di fatto, nel recinto dell'incertezza e della precarietà anche l'attività straordinaria del Commissario ad acta.
Solo nel febbraio del 1992 fu poi possibile dare inizio concretamente a tale attività, in uno scenario urbanistico pesantemente condizionato dalle incertezze interpretative ricorrenti in relazione alla vigenza del regime della immodificabilità assoluta delle aree già sottoposte al vincolo di cui alla legge 431/85, che vedeva indecorosamente confliggere le Istituzioni regionali e centrali, impegnate (sulla pelle dei cittadini e nell'indifferenza dei poteri locali) in una tardiva e incomprensibile rivendicazione di competenze, arrivata fino al giudizio della Corte Costituzionale.
La pubblicazione del Piano Territoriale Paesistico dei Campi Flegrei (avvenuta a cura del Ministro per i BB. CC. E AA. con D.M. 6.11.1995) rappresentò, quindi, la svolta definitiva e liberatoria per la redazione del PRG, che, altrimenti, redatto in assenza di pianificazione paesistica, avrebbe corso il sicuro rischio della totale inapplicabilità.
Arrivati oggi faticosamente alla conclusione, in un clima di esasperata attesa, alimentata improvvidamente, corre il doveroso obbligo a chi scrive di tracciare un bilancio, necessariamente sintetico, del percorso compiuto e dei risultati raggiunti.
Come risulta evidente dalla breve cronistoria sopra illustrata, l'attività progettuale si è sviluppata conclusivamente durante questo anno solare.
Essa è stata preceduta, negli anni pregressi da un'intensa attività commissariale, sostanziata in oltre cinquanta incontri formali tenutisi con Enti ed altri Organismi istituzionalmente competenti per il territorio di Pozzuoli, con le forze politiche, sindacali e di categoria, rappresentative della Comunità Puteolana, con cooperative, associazioni e consorzi di livello locale o sovracomunale. I verbali di tali incontri da cui sono scaturiti elementi e dati anche significativi, sono stati consegnati dal commissario all'equipe di progettisti del PRG affinchè la pianificazione potesse tenere conto, per quanto legittimamente possibile, dei contributi pervenienti dal tessuto connettivo vitale della Città, oltre che degli Indirizzi di Politica Urbanistica proposti dal Consiglio Comunale di Pozzuoli.
Un avviso pubblico commissariale, affisso nelle forme di legge, incomprensibilmente avversato da certi settori, ha arricchito la raccolta delle notizie utili alla pianificazione, assicurando alla comunità locale l'unica occasione trasparente, reale consapevolezza partecipativa alla costruzione di uno strumento urbanistico altrimenti sentito lontano e, alla fine ostile perché sicuramente apportatore di ulteriori vincoli e limitazioni.
L'equipe dei tecnici progettisti, opportunamente integrata dalla presenza di un legale esperto di diritto urbanistico, ha poi autonomamente elaborato il progetto del PRG, accogliendo le raccomandazioni commissariali circa la necessità di pervenire, per quanto possibile, ad uno strumento urbanistico agile e chiaro, positivamente moderno.
La scelta del ricorso alla formazione di un
Sistema Informativo Territoriale, poi, si è rivelata particolarmente idonea alla complessità delle problematiche tecniche del progetto di PRG e potrà senza dubbio dispiegare i propri positivi effetti anche nella successiva gestione tecnico amministrativa dell'Ente locale.
E' doveroso, peraltro, dare atto ai progettisti dell'impegno profuso nella pianificazione, orientatasi nella direzione di una sostanziale riammagliatura di un territorio trasformatosi negli ultimi decenni, anche per iniziativa della Mano Pubblica, in una informe città diffusa o, peggio, in una disaggregata estesa periferia di una città assente.
Si segnalano, per efficacia, fatta salva la competenza specifica degli organi sovraordinati preposti all'approvazione del PRG, alcune scelte fondanti tra cui quella operata per la riconquista del possibile rapporto della città con il suo mare, intimo e profondo per Puteoli, negato a Pozzuoli per alcuni tratti della sua costa, inopinatamente sequestrati e sacrificati sull'altare dello sviluppo industriale, in epoca lontana, ma oggi riconquistabili alla Comunità nell'ottica di un nuovo sviluppo sostenibile, che garantisca, riconverta e riqualifichi l'Occupazione aprendosi alla nuova Domanda.
Lo stesso discorso vale per le scelte riguardanti la portualità turistica, vista anche come occasione di conoscenza e riqualificazione delle fasce di territorio circostante, come nel caso del Porto Canale di Licola, i cui influssi positivi potranno auspicabilmente riverberarsi sul finitimo territorio di Giugliano e sulle sue emergenze monumentali poste a breve distanza.
Da segnalare, ancora, la opzione forte verso la sicurezza per il reinsediamento residenziale nel Centro Storico, subordinato alla garanzia del raggiungimento del livello di diradamento funzionale, concordato con l'esperto geologo, il monitoraggio dell'attuazione del PRG attuato attraverso il Programma Generale di Attuazione, che il CC di Pozzuoli è chiamato periodicamente a verificare ed approvare, nel suo ruolo riconosciuto di protagonista della pianificazione urbanistica comunale.
Altre indicazioni interessanti emergono dalle trame del progetto di PRG, in termini di incentivazione al potenziamento del settore produttivo, specialmente turistico ricettivo e di promozione della risorsa agrituristica straodinariamente ricca e suggestiva.
Scelte, opzioni, indicazioni che, infine, intendono evitare che la spessa coltre di vincoli gravanti sul territorio puteolano si trasformi in un sudario di piombo soffocante, in quanto il Piano Regolatore Generale vuole essere occasione di un nuovo modello di sviluppo, non caotico, non emergenziale, ma programmato e - soprattutto - compatibile con le straordinarie risorse naturali e culturali dei Campi Flegrei.

Novembre 1996
Il Commissario ad acta
Arch. F.L.I. Federico